Lavoro accessorio e prestazioni di sostegno al reddito

Lavoro accessorio
Lavoro accessorio

Il decreto legislativo numero 81 del 15 giugno 2015 ha ridefinito il campo di applicazione della disciplina del lavoro accessorio. Con la nuova formulazione per prestazioni di lavoro accessorio si intendono le attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Ma cosa accade quando il lavoro accessorio si incontra con altre forme di sostegno al reddito, con la NASpI, con l'indennità di mobilità, con la disoccupazione agricola o con la cassa integrazione guadagni? Se ne parla in questo articolo cercando di descrivere in maniera analitica la compatibilità del lavoro accessorio con le principali prestazioni di sostegno al reddito.

Compatibilità con le prestazioni a sostegno del reddito

In base all'articolo 48 del decreto Legislativo 81 del 2015, secondo comma, è previsto che le prestazioni di lavoro accessorio possano essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 di compenso per anno civile, rivalutati annualmente, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (NASpI, Dis-Coll, AspI, Mini-ASpI). L'Inps provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Compatibilità con indennità di mobilità

L'indennità di mobilità è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Il beneficiario dell'indennità di mobilità deve comunicare all'Inps, entro 5 giorni dall'inizio dell'attività di lavoro accessorio ovvero dalla data di presentazione della domanda di indennità di mobilità, il reddito presunto derivante dalla predetta attività nell'anno solare, a far data dall'inizio della prestazione di lavoro accessorio.

Compatibilità con la disoccupazione agricola

Il diritto di cumulo della disoccupazione agricola con il lavoro accessorio svolto nell'anno di riferimento della prestazione è consentito entro il limite annuale di 3.000 netti di compenso, rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Compatibilità con la Cassa Integrazione Guadagni

Le integrazioni salariali sono interamente cumulabili con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio nel limite complessivo di 3.000 per anno civile, rivalutabile annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

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