Voucher: opportunità o minaccia?

Voucher
Voucher

Secondo la normativa attuale il lavoro accessorio può essere retribuito attraverso i voucher. Tale disciplina rischia di spaccare in due il mondo del lavoro. Da una parte, infatti, c'è chi sostiene che i voucher hanno spinto il mercato del lavoro portando a testimonianza le ultime statistiche sul lavoro accessorio presentate dall'Inps secondo cui nel mese di gennaio ne sono stati venduti 9,2 milioni. Dall'altra parte, invece, c'è chi sostiene che i voucher alimentano soltanto il precariato e il lavoro a basso costo.

Definizione di lavoro accessorio

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono le attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi netti superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile, ossia 9.333 euro lordi. In merito ai committenti imprenditori o professionisti, queste attività possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi netti non superiori a 2.000 euro netti, ossia 2.693 euro lordi. Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali.

Opportunità dei voucher

Grazie ai voucher il lavoro accessorio è costantemente cresciuto tra il 2008 e il 2015. Dalle 535.000 unità vendute nel 2008, i voucher hanno raggiunto quota 115 milioni circa nel 2015 dimostrando come la costante crescita sia strettamente legata alle modifiche normative che hanno dilatato, anno dopo anno, il campo di applicazione di questo istituto. Secondo una elaborazione fornita dalla UIL, nel 2015 i lavoratori pagati con almeno un voucher sono stati 1.695.374. Questa crescita così improvvisa è sicuramente l'effetto della liberalizzazione dei voucher a tutti i settori e a tutte le tipologie di fruitori del lavoro accessorio.
Analizzando la situazione per classi di età si è passati da un maggior utilizzo dei voucher per i lavoratori over 50 ad una prevalenza nella fascia under 50. Addirittura nel 2014, oltre il 40% dei lavoratori pagati con i voucher aveva fino a 29 anni.
Nel 2015 ogni prestatore di lavoro ha percepito mediamente un compenso di 471 euro netti in voucher. A fare un maggiore uso dei voucher sono state le regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Fra le province spiccano Milano, Torino e Roma.

Minacce dei voucher

L'utilizzo eccessivo dei voucher rappresenta una minaccia poiché a lungo andare si tenderà a preferire tale forma di lavoro al posto del tradizionale lavoro subordinato. E questo avrà inevitabili riflessi alle pensioni minime, alla instabilità lavorativa, alla bassa professionalità. Il lavoro occasionale accessorio non è una tipologia contrattuale e per questo non sono previsti diritti e tutele quali malattia o maternità, né assegni familiari e trattamento di fine rapporto di lavoro. Elementi, questi, che devono necessariamente esistere in un vero rapporto di lavoro.

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