Divieto di concorrenza e obbligo di fedeltà: cosa prevede il codice civile

Divieto di concorrenza e obbligo di fedeltà
Divieto di concorrenza e obbligo di fedeltà

I rapporti con le imprese vengono regolati, fra l'altro, da una serie di articoli del codice civile che prevedono il divieto di concorrenza e l'obbligo di fedeltà. In particolare il divieto di concorrenza è previsto nei rapporti tra lavoratore e impresa ovvero tra soci e impresa nonché nel caso di cessione, affitto o usufrutto dell'azienda. L'obbligo di fedeltà è, invece, previsto in ogni caso da parte del lavoratore dipendente. Con questo articolo cercherò di fare chiarezza evidenziando tutti gli aspetti civilistici legati al divieto di concorrenza e all'obbligo di fedeltà.

Divieto di concorrenza del lavoratore

L'articolo 2125 del codice civile prevede espressamente che tra datore di lavoro e lavoratore possa essere stipulato un patto di non concorrenza ossia un accordo con il quale si limita lo svolgimento dell'attività del prestatore di lavoro per il tempo successivo alla cessazione del contratto. Il patto è considerato nullo se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.
Pertanto, con il patto di non concorrenza il lavoratore, successivamente all'interruzione del rapporto di lavoro, si impegna a non lavorare per aziende concorrenti per un certo periodo di tempo. Per questo l'azienda deve riconoscere un compenso aggiuntivo chiaramente individuabile nel libro unico del lavoro. La durata del vincolo non può essere superiore a cinque anni se si tratta di dirigenti e a tre anni per tutti gli altri. Eventuali accordi che eccedono tali periodi sono da ritenersi nulli.

Divieto di concorrenza in caso di cessione di azienda

Il divieto di concorrenza è previsto dall'articolo 2557 del codice civile anche in caso di alienazione di azienda. In pratica chi cede un'azienda deve astenersi, per un periodo di cinque anni dal trasferimento, dall'iniziare una nuova impresa che sia idonea a sviare la clientela dell'azienda ceduta per oggetto, ubicazione o altre circostanze. E' possibile, tuttavia, prevedere limiti più ampi purché non venga impedito lo svolgimento di ogni attività professionale all'alienante.

Obbligo di fedeltà del lavoratore

Per l'obbligo di fedeltà non occorre atto scritto poiché questo esiste per legge. L'articolo 2105 del codice civile, infatti, prevede che il prestatore di lavoro non deve trattare affari per conto proprio o terzi in concorrenza con l'impresa né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa ovvero farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.

Divieto di concorrenza in caso di affitto e usufrutto di azienda

Nel caso di affitto o usufrutto dell'azienda, il divieto di concorrenza vale nei confronti del proprietario o del locatore per tutta la durata dell'affitto o dell'usufrutto.

Divieto di concorrenza dei soci

Il divieto di concorrenza vige anche tra soci. Il socio, infatti, non può, senza il consenso degli altri, esercitare per conto proprio o altrui una attività concorrente a quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra attività concorrente.

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