Contratti a termine: novità assunzioni 2014

Assunzioni
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Cambia volto il contratto a termine. In passato era possibile assumere a termine solo per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Dallo scorso 21 marzo, invece, non servirà più la causale giustificatrice per l'assunzione. Ci sarà, tuttavia, un tetto al 20% dell'organico aziendale mentre sarà possibile prorogare il rapporto di lavoro al massimo otto volte se riferite alla stessa attività per la quale il contratto è stato stipulato, nel limite della durata massima di tre anni.

Nella assunzioni a termine non serve più la causale giustificatrice. A stabilirlo è il DL 30/2014 pubblicato in Gazzetta Ufficiale dello scorso 20 marzo. L'occupazione a termine di un lavoratore potrà arrivare fino a sei anni tenendo conto che il limite dei lavoratori a termine deve essere contenuto entro il limite massimo del 20% dell'organico complessivo dell'azienda. Il decreto prevede, inoltre, la possibilità di prorogare otto volte il rapporto per la stessa attività.

Fino allo scorso 20 marzo l'assunzione a termine era possibile solo a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo anche se riferibili all'attività ordinaria del datore di lavoro. In assenza di tali ragioni l'assunzione poteva avvenire solo a tempo indeterminato. Con la riforma Fornero fu possibile derogare alla norma solo al primo rapporto di lavoro a termine della durata non superiore a dodici mesi. Il DL 34/2014, in vigore dal 21 marzo 2014, rimuove ogni limite nelle assunzioni a termine.

Le assunzioni a termine possono avvenire sempre senza causale per una durata massima di tre anni a condizione che tali rapporti non superino il 20% dei lavoratori occupati. Le proroghe sono ammesse fino a otto volte, a patto che si riferiscano alla stessa attività per la quale il contratto era stato stipulato.

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