Lavoro accessorio: limiti di utilizzo dei voucher

Lavoro accessorio
Lavoro accessorio

L’articolo 48 del decreto legislativo n. 81 del 2015 stabilisce che per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Il pagamento del lavoro accessorio avviene tramite voucher del valore di 10 euro, compresi contributi previdenziali e assistenziali.

Limiti del lavoro accessorio

L’art 48, comma 1 del D.Lgs. 81 del 15 giugno 2015 ha innalzato il limite massimo del compenso che il prestatore può percepire da 5.000 a 7.000 euro (rivalutabili annualmente). Pertanto, le prestazioni di lavoro accessorio non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro (lordo euro 9.333) nel periodo compreso tra il 1° gennaio al 31 dicembre, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Limiti per singolo committente

Fermo restando il limite dei 7.000 euro per anno civile nei confronti di committenti imprenditori o professionisti, il limite per le prestazioni rese nei confronti del singolo committente è fissato in euro 2.000 rivalutabile annualmente. I percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito possono effettuare prestazioni di lavoro accessorio, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di compensi pari a 3.000 euro (lordo € 4.000 euro) per anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT. Tale limite dei 3.000 euro di compenso, per l’anno in corso, è da intendersi comprensivo anche delle prestazioni di lavoro accessorio già rese dal 1.1.2015 al 24.6.2015 (giorno precedente all’entrata in vigore del D.L. 81).

Come acquistare i voucher

L'acquisto dei voucher deve essere effettuato esclusivamente con modalità telematiche, da parte dei committenti imprenditori o liberi professionisti. Questi soggetti, pertanto, potranno acquistare uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente e datati, attraverso la procedura telematica Inps, tramite i tabaccai che aderiscono alla convenzione e tramite le banche popolari abilitate.
Nel libro Adempimenti per l'assunzione: Guida operativa per il direttore del personale di Massimo Brisciani è specificato che se il datore di lavoro sceglie la procedura telematica di emissione dei buoni virtuali, è necessario che committente e prestatore si accreditino preliminarmente presso l'Inps con una delle seguenti modalità:

  • chiamando il Contact center al numero gratuito 803.164 oppure da cellulare al numero 06.164.164;
  • tramite il sito dell'Inps;
  • presso le sedi dell'Inps;
  • tramite le associazioni di categoria dei datori di lavoro.

Valore dei voucher

Il lavoro accessorio può essere retribuito con i voucher che il committente compra dall'Inps. Ogni voucher ha un valore nominale di 10 euro e deve essere corrisposto per ogni ora di lavoro. Di questi, una parte va a Inps e Inail ai fini della pensione e per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Il lavoratore intascherà l'importo al netto delle trattenute.

Comunicazione alla DTL

E' fatto obbligo di comunicare alla Direzione Territoriale del Lavoro competente, prima dell'inizio della prestazione e attraverso modalità telematiche, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi.

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