Apprendistato: novità 2014

Apprendistato
Apprendistato

L'apprendistato, la tipologia contrattuale destinata ad aprire il mondo del lavoro ai giovani, è in continua evoluzione. Le ultime novità sono contenute nell'articolo 2 del decreto legge 34/2014 convertito in legge in questi giorni alla Camera. Vediamo nel dettaglio le novità 2014 relative all'apprendistato.

Piano individuale formativo
Una delle principali novità di quest'anno relative all'apprendistato è la conferma dell'obbligo della forma scritta del piano individuale formativo, sebbene in forma sintetica. Il piano individuale formativo rappresenta uno strumento utile anche per il datore di lavoro, attraverso il quale si può individuare – in funzione della qualifica contrattuale da far conseguire al dipendente – contenuti, monte ore e modalità di erogazione della formazione per l'acquisizione delle competenze tecniche, professionali e specialistiche. Il piano formativo deve indicare i contenuti della formazione professionalizzante e di mestiere ossia le competenze tecnico-professionali che devono essere conseguite dall'apprendista ai fini della relativa qualificazione; il numero delle ore riservate alla formazione professionalizzante individuate in base a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale applicato; le modalità in cui la formazione deve essere articolata e offerta.

Stabilizzazione apprendisti
E' stata modificata la clausola della stabilizzazione: l'obbligo di confermare i contratti di apprendistato è ripristinato solo per i datori di lavoro con almeno 50 dipendenti ed è pari al 20% dei contratti di apprendistato stipulati nei 36 mesi precedenti. Dal computo dei contratti di apprendistato stipulati nel triennio precedente devono escludersi quelli cessati per dimissioni, quelli interrotti per iniziativa del datore di lavoro durante il periodo di prova e i licenziamenti per giusta causa. Questo vuol dire che le aziende che soddisfano il requisito dimensionale dei cinquanta dipendenti, prima di stipulare un nuovo contratto di apprendistato, dovranno verificare che almeno il 20% dei contratti di apprendistato stipulati nei 36 mesi precedenti sia stato confermato

Apprendistato di mestiere o professionalizzante
In merito al cosiddetto contratto di apprendistato di mestiere o professionalizzante, la modifica apportata riguarda la formazione di base e trasversale di cui all'articolo 4, comma 3, lettera c del Testo Unico. Il nuovo testo subordina l'obbligo della formazione a una comunicazione che la Regione dovrà fare al datore di lavoro entro quarantacinque giorni dall'assunzione, proponendo le attività formative organizzate, compresa l'indicazione delle sedi e dei relativi calendari.

Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale
Riguardo al contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale finalizzato al completamento dell'obbligo scolastico, le novità introdotte riguardano la retribuzione delle ore di formazione. I contratti collettivi potranno rideterminare il trattamento economico del tempo di formazione, fermo restando che non potrà essere inferiore a quello corrispondente al 35% del monte ore complessivo. E' previsto, inoltre, l'utilizzo dell'apprendistato per la qualifica professionale e il diploma professionale per lo svolgimento di attività stagionali, forme speciali di utilizzo dell'apprendistato compreso quello a termine. E', comunque, fatto divieto di prevedere forme di retribuzioni a cottimo ossia legate alla quantità di lavoro effettuato.

Sanzioni
Il mancato rispetto degli obblighi formativi fa scattare le sanzioni. Se il datore di lavoro è l'unico responsabile della mancata erogazione della formazione necessaria per consentire il raggiungimento degli obiettivi individuati nel piano formativo, dovrà pagare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal dipendente al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100%, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione. Sono, inoltre, previste sanzioni di tipo amministrativo nel caso in cui ci sia una violazione di disposizioni contrattuali quali ad esempio la violazione dei principi definiti dai contratti collettivi tra cui la forma scritta del contratto, il patto di prova, il divieto di retribuzione a cottimo, la presenza di un tutore o referente aziendale. In questo caso il datore di lavoro è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 100 euro e 600 euro ovvero tra 300 euro e 1.500 euro in caso di recidiva. Il datore di lavoro non è ritenuto responsabile solo per la formazione di base e trasversale che è di competenza delle Regioni. Pertanto nessuna sanzione sarà applicabile se queste ultime non attivano i percorsi formativi.

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