Jobs Act: novità sulla disciplina dei licenziamenti

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Il Jobs act voluto dal governo Renzi ha modificato radicalmente la disciplina dei licenziamenti e ha introdotto una sostanziale differenza tra dipendenti neoassunti e dipendenti già in forza. Le nuove norme si applicheranno a tutti i lavoratori, ad eccezione dei dirigenti, assunti dopo l'entrata in vigore del decreto. Tuttavia, qualora le piccole imprese superino, in conseguenza di assunzioni, la soglia dei quindici dipendenti, la nuova disciplina varrà anche per i lavoratori che sono già in organico.

Il Jobs act non modifica i licenziamenti discriminatori: il lavoratore ha diritto ad essere reintegrato o in alternativa ad ottenere il pagamento di un'indennità pari a quindici mensilità nonché il diritto al risarcimento del danno per le retribuzioni perdute dalla data del licenziamento a quella dell'effettiva reintegrazione con un minimo di cinque mensilità.

Eliminata la reintegrazione in caso di licenziamento illegittimo. In tal caso il lavoratore avrà diritto ad un'indennità certa e crescente in funzione dell'anzianità di servizio: due mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di quattro ed un massimo di ventiquattro. La stessa disciplina sarà applicata ai licenziamenti per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa: il lavoratore potrà essere reintegrato esclusivamente nel caso in cui sia dimostrata direttamente in giudizio l'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore, rispetto alla quale resta estranea ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento.

In caso di violazione dei requisiti di motivazione del licenziamento il datore di lavoro dovrà corrispondere al dipendente un'indennità crescente di importo pari ad una mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di due ed un massimo di dodici mensilità. Resta inalterato, invece, il termine di quindici giorni dall'impugnazione per poter revocare il licenziamento senza soluzione di continuità del rapporto di lavoro.

Il lavoratore licenziato illegittimamente, per giustificato motivo oggettivo o per licenziamento collettivo riceverà dal Centro per l'impiego un voucher il cui importo sarà proporzionato al profilo personale di occupabilità. Il voucher dovrà essere presentato ad un'agenzia per il lavoro che dovrà fornire assistenza nella ricollocazione professionale tramite un apposito percorso formativo e che potrà incassare il voucher solo in caso di raggiungimento dell'obiettivo.

Tutte le novità in tema di lavoro dopo la Legge delega approvata il 3 dicembre 2014 sono contenute in un pratico ebook edito da Fisco e Tasse. In particolare il testo analizza le modifiche che il d.l. 20 marzo 2014, n. 34 recante “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese” ha apportato al diritto del lavoro, le semplificazioni sul lavoro a termine e sul contratto di apprendistato, nonché in materia di Durc. Sono presentate, inoltre, le novità introdotte dalla Legge Delega, recante “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”, approvata dal Senato il 3 dicembre 2014.

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