Stress da lavoro correlato: gli adempimenti del datore di lavoro

Stress da lavoro correlato
Stress da lavoro correlato

Ogni imprenditore deve essere in grado di verificare il benessere dei lavoratori e il livello di stress da lavoro-correlato. Individuare e risolvere eventuali criticità, infatti, può dare risultati benefici sia al lavoratore che all’impresa.

In effetti, in ogni individuo lo stress comporta disturbi psicologici quali ansia, depressione e difficoltà a concentrarsi ma anche disturbi fisici e comportamentali che si traducono in assenteismo, problemi disciplinari, comunicazione aggressiva, riduzione della produttività, bassa qualità del prodotto e maggiore frequenza degli infortuni.

A dire il vero l’imprenditore dovrebbe essere in grado di individuare una soluzione definitiva non solo per migliorare la produttività ma anche perché il Testo Unico di Salute e Sicurezza sul Lavoro obbliga il datore di lavoro a valutare i rischi ivi compresi quelli per la salute e la sicurezza dei lavoratori e, pertanto, non solo i fattori di rischio tradizionali come quelli derivanti dall’uso di sostanze pericolose o di macchinari. E’ chiaro che rientrano in questa casistica anche i rischi che riguardano lo stress da lavoro-correlato in quanto condizione solitamente accompagnata da disturbi o disfunzioni fisici, psicologici e sociali.

Al fine di indicare la corretta modalità di attuazione delle disposizioni normative è stato costituito un gruppo di lavoro composto da Pubblica Amministrazione, Regioni e parti sociali. Il risultato è stato l’approvazione di un documento approvato dalla Commissione consultiva lo scorso 17 novembre.

Prima di tutto è necessario avviare un percorso metodologico che permette l’identificazione dei fattori di rischio di stress da lavoro-correlato in modo che si arrivi alla pianificazione e alla realizzazione di misure di eliminazione o riduzione dei fattori. La valutazione deve interessare non i singoli lavoratori ma piuttosto gruppi di persone esposte allo stesso tipo di rischio.

In questo caso il datore di lavoro deve individuare una serie di indici da ritenersi anomali in quanto superiori alla media come ad esempio infortuni, assenze per malattia, procedimenti e sanzioni disciplinari, segnalazioni del medico competente o lamentele formalizzate da parte dei lavoratori. Tali indici devono essere esaminati in un arco di tempo ragionevolmente ampio in modo da analizzare pienamente gli effetti.

Successivamente dovranno essere analizzati l’ambiente di lavoro, i carichi e i ritmi, l’orario e i turni nonché la corrispondenza fra competenze dei lavoratori e requisiti professionali richiesti. Infine, ascoltare direttamente i lavoratori potrebbe essere una valida alternativa per ottenere risultati immediati.

Se dalla valutazione preliminare non emergono rilevanti elementi di rischio da lavoro-correlato il datore di lavoro dovrà farne menzione del Documento di Valutazione dei Rischi e, comunque, prevedere un piano di monitoraggio. Qualora, invece, si riscontrano elementi di rischio da stress da lavoro-correlato tali da richiedere azioni correttive si dovrà procedere alla pianificazione e all’adozione di interventi correttivi ossia organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi e formativi. Qualora questi interventi dovessero risultare inefficaci si dovrà procedere ad una successiva fase di valutazione definita valutazione approfondita.

La valutazione approfondita prevede da parte dei lavoratori ovvero di un campione rappresentativo di essi la compilazione di questionari o la partecipazione a focus group o interviste. La programmazione temporale delle attività di valutazione e l’indicazione del termine finale per il loro svolgimento devono essere riportate nel Documento di valutazione dei rischi.

Lo stress da lavoro-correlato coinvolge in Europa 40 milioni di lavoratori generando costi che superano i 20 miliardi. Le cause di stress da lavoro correlato possono essere: incertezza e precarietà del lavoro, paura per la perdita del posto, altri carichi di lavoro, pressioni del management, mobbing.

Il documento redatto a conclusione della valutazione dei rischi può essere conservato su supporto informatico, deve riportare la data della sottoscrizione del documento e deve essere sottoscritto dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione, dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e dal medico competente. Deve, inoltre, contenere:

  • la relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa nonché i criteri adottati per la valutazione;
  • l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito delle valutazioni;
  • il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
  • l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che si devono provvedere;
  • l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e del medico competente che ha partecipato alla prevenzione dei rischi;
  • l’individuazione delle mansioni che potrebbero esporre i lavoratori a specifici rischi che richiedono una riconosciuta capacità professionale, esperienza, formazione e addestramento.

Nel caso di costituzione di nuova impresa il datore di lavoro dovrà effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro 90 giorni dalla data di inizio attività.

Argomenti: 

Aggiungi un commento