Cassa integrazione COVID-19: possibile la proroga dei contratti a termine

Cassa integrazone
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La direzione centrale coordinamento giuridico dell’Ispettorato nazionale del lavoro è intervenuta con una nota del 12 maggio 2021 per chiarire l’ambito di applicazione dell’art. 19-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia) convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 recante la norma di interpretazione autentica in materia di accesso agli ammortizzatori sociali e rinnovo dei contratti a termine: la proroga e il rinnovo dei contratti a termine valgono anche per i lavoratori che fruiscono della cassa integrazione guadagni con causale COVID-19 a partire dal 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41 (decreto Sostegni).

La norma di interpretazione autentica in materia di accesso agli ammortizzatori sociali e rinnovo dei contratti a termine di cui all’art. 19-bis del Dl 18/2020 prevede, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, che i datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali previsti dallo stesso decreto Cura Italia possano derogare alle disposizioni vigenti e procedere al rinnovo o alla proroga di contratti a tempo determinato, anche a scopo di somministrazione.

Si tratta di una disposizione non irrilevante considerando che gli articoli 20, comma 1, lettera c), 21, comma 2 e 32, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 prevedono rispettivamente che:

  • l'apposizione di un termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato non è ammessa presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a tempo determinato;
  • qualora il lavoratore sia riassunto a tempo determinato entro dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato;
  • il contratto di somministrazione di lavoro è vietato presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro.

Con l’art. 19-bis del Dl 18/2020, pertanto, il legislatore ha consentito ai datori di lavoro ammessi al trattamento di cassa integrazione COVID-19 previsto dal decreto Cura Italia di rinnovare o prorogare contratti a termine, anche a scopo di somministrazione di lavoro senza, per questo, originare la trasformazione del contratto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

A tal proposito, l’Ispettorato nazionale del lavoro, intervenendo con nota del 12 maggio 2021 a seguito di alcune richieste di chiarimenti riguardanti la possibilità di procedere al rinnovo o alla proroga di contratti a termine relativi a lavoratori in forza presso aziende che fruiscono degli strumenti di integrazione salariale previsti dalla normativa emergenziale, ha chiarito che la proroga e il rinnovo dei contratti a termine valgono anche per i lavoratori che fruiscono della cassa integrazione guadagni con causale COVID-19 a partire dal 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni.

Il richiamo dell’art. 19-bis del Dl 18/2020 agli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia, infatti, deve essere interpretato «in senso “dinamico”, facendo riferimento alla platea dei lavoratori attualmente destinataria degli strumenti di integrazione salariale emergenziali, come da ultimo individuata dall’art. 8 del D.L. n. 41/2021 nei “lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del presente decreto”». Infatti, premette l’INL, «il predetto articolo (art. 19-bis del Dl 18/2020 nda) è da considerarsi attualmente in vigore quale norma interpretativa delle disposizioni che disciplinano l’erogazione degli ammortizzatori sociali in fase emergenziale, artt. da 19 a 22 del D.L. n. 18/2020, richiamate dalle successive norme che ne hanno nel tempo prorogato la fruizione (cfr. artt. da 68 a 70 del D.L. n. 34/2020 conv. da L. n. 77/2020; artt. 1 e 2 del D.L. n. 104/2020 conv. da L. n. 126/2020; art. 12 del D.L. n. 137/2020 conv. da L. 176/2020; art. 1, comma 300, L. n. 178/2020; art. 8 D.L. n. 41/2021)».

In sintesi, la proroga di contratti a termine, per i lavoratori che fruiscono degli strumenti di integrazione salariale previsti dalla normativa emergenziale Covid-19, riguarda una platea di dipendenti definita in base all’applicabilità dei vari decreti che si sono susseguiti a partire dal Decreto Cura Italia in poi. I datori di lavoro, pertanto, possono rinnovare o prorogare contratti a termine anche per i lavoratori che accedono ai trattamenti di integrazione salariale, laddove gli stessi siano in forza alla data del 23 marzo 2021.

A tal proposito ti ricordo che:

  • l’art. 8 del Decreto Sostegni ha concesso ulteriori periodi di trattamento di cassa integrazione prevedendo, in riferimento alla CIG COVID-19, ulteriori tredici settimane fino al 30 giugno 2021;
  • non sono previsti oneri in capo alle imprese;
  • trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno in riferimento a cassa integrazione COVID nell’e-book intitolato Ammortizzatori sociali e misure a sostegno del reddito.

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