ISCRO: possibile il riesame per le domande respinte

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Per il triennio 2021-2023 l'art. 1, commi da 386 a 400, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha introdotto, in via sperimentale, l'ISCRO ossia una indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa destinata ai soggetti iscritti alla Gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo. Diverse domande presentate dai professionisti sono state respinte per non avere superato i controlli inerenti all'accertamento dei requisiti normativamente previsti. Tali soggetti possono adesso presentare all'INPS domanda di riesame.

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L’ISCRO è un ammortizzatore sociale riconosciuto in favore delle partite IVA iscritte alla Gestione separata che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo. L'indennità, prevista dalla legge 30 dicembre 2020 n 178, art. 1, commi da 386 a 400, può essere richiesto una sola volta nel triennio 2021-2023, spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda ed è erogata per 6 mensilità. Ho trattato l’indennità ISCRO nel mio e-book intitolato Ammortizzatori sociali e misure a sostegno del reddito. Scaricalo subito per maggiori approfondimenti sulla materia.

Le domande di accesso al bonus ISCRO vengono sottoposte a verifica. In particolare, sono stati previsti controlli automatici dei requisiti in riferimento alle incompatibilità e incumulabilità normativamente previste.

Con messaggio 3180 del 22 settembre 2021, l'INPS ha comunicato la possibilità di presentare domanda di riesame da parte dei richiedenti la cui istanza sia stata respinta per non avere superato i controlli inerenti all'accertamento dei requisiti normativamente previsti.

Infatti, per accedere alla prestazione ISCRO è necessario, innanzitutto, essere iscritti alla Gestione separata, quindi possedere congiuntamente i requisiti previsti dall'art. 1 comma 388 della legge 178/2020 ossia:

  1. non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  2. non essere beneficiari di reddito di cittadinanza;
  3. avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all'anno precedente alla presentazione della domanda;
  4. avere dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rispetto all’anno precedente;
  5. essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  6. essere titolari di partita IVA attiva da almeno 4 anni, alla data di presentazione della domanda, per l'attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

L'istanza di riesame permette all'INPS di verificare le risultanze dei controlli automatici e il rispetto dei requisiti di appartenenza alla categoria.

Il termine per proporre riesame è di 20 giorni decorrenti:

  • dal 22 settembre 2021, data di pubblicazione del messaggio INPS n. 3180;
  • dalla data di notifica del provvedimento di reiezione se successiva al 22 settembre 2021.

Con la domanda sarà consentito l'eventuale supplemento di istruttoria, trascorso il quale, qualora l'interessato non abbia prodotto utile documentazione, la domanda si intenderà definitivamente respinta. Resta comunque valida la possibilità di proporre ricorso amministrativo ai sensi di quanto previsto dalla circolare 94/2021.

L’istanza di riesame può essere inoltrata accedendo alla stessa sezione del sito INPS, tramite la quale è stata presentata la domanda, denominata “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO).

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