Aprire un'attività in Italia nel 2016

Avviare un'attività
Avviare un'attività

Rispetto a qualche anno fa, nel 2016 aprire un'attività in Italia è diventato abbastanza semplice e immediato anche grazie ad alcune forme giuridiche che permettono di creare un'impresa senza dover necessariamente disporre di grosse liquidità finanziarie. Da qualche anno, poi, sono presenti nel nostro ordinamento una serie di agevolazioni rivolte prevalentemente ai giovani. Queste rappresentano indubbiamente una importante leva di sviluppo e un volano di crescita per microimprese e Pmi. Ecco, allora, una guida per aprire un'attività in Italia. Vi parlerò delle nuove forme giuridiche che permettono di creare un'attività d'impresa anche con un piccolo capitale sociale, delle procedure per la costituzione della società, degli strumenti che vi aiuteranno a comprendere se la vostra idea può raggiungere il successo e a stimare il fabbisogno finanziario. Infine vi parlerò delle principali forme di finanziamento specifiche per piccole e medie imprese. Inoltre un grande regalo: la testimonianza di persone che, con coraggio e con impegno, hanno realizzato il loro sogno di diventare imprenditori.

Scelta della forma giuridica

La forma migliore per avviare un'attività insieme ad altre persone è sicuramente la società di capitali. Nello specifico, le forme di società di capitali più semplici del nostro ordinamento sono rappresentate dalla società a responsabilità limitata e dalla società a responsabilità limitata semplificata. La differenza non è sottile se teniamo conto che, mentre la prima deve necessariamente avere un capitale sociale pari o superiore a 10.000 euro, la seconda può essere costituita con un capitale sociale ridotto, comunque compreso tra un euro e 9.999 euro. Limitandoci a prendere in riferimento esclusivamente l'aspetto economico, la srl semplificata appare indubbiamente quella più indicata. Ma volendo esaminare più a fondo la tipologia della società ci sarebbe da dire che la società a capitale ridotto presenta alcune limitazioni. Lo statuto standard, ad esempio, potrebbe essere limitante per talune tipologie di startup. Altro aspetto da considerare è la credibilità che una società con capitale sociale pari a un euro può avere rispetto a una srl con capitale sociale superiore a 10.000 euro. Il capitale sociale, infatti, rappresenta una forma di garanzia verso investitori o verso coloro che intendono fare affari con la società.

Atto costitutivo standard

Le attuali normative prevedono che la società a responsabilità limitata semplificata possa essere costituita mediante l'utilizzo di un atto costitutivo standard il cui contenuto è già fissato dalla legge (D.M. 138 del 23/06/2012). Si tratta, quindi, di un modello predefinito la cui adozione esonera dal pagamento degli oneri notarili. Inoltre, chi sceglie di utilizzare lo statuto standard è esonerato dal versamento dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria.
I contenuti obbligatori del modello standard sono:

  • il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio;
  • la denominazione sociale contenente l'indicazione di società a responsabilità limitata semplificata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sede secondarie;
  • l'ammontare del capitale sociale, pari ad almeno un euro e inferiore al valore di 10.000 euro, sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione (il conferimento deve avvenire in denaro).

Per ogni eventuale approfondimento in merito alla società a responsabilità limitata semplificata posso consigliarvi un libro di Bruno Pagamici dal titolo Start-up innovativa. E' un testo che ho trovato molto utile per operatori economici e imprenditori che intendono avviare una nuova attività d'impresa in Italia con tutte le più importanti novità fiscali, gli incentivi e le agevolazioni, gli strumenti per la raccolta dei capitali e l'accesso al credito.

Business plan

Le società in fase di costituzione non hanno ancora un bilancio in grado di dimostrare la profittabilità del business. Occorre, quindi, rivolgersi a investitori e partner utilizzando un business plan ossia un piano di business nel quale sono indicate le più importanti informazioni della società. Contiene ogni utile dettaglio relativo al business che si intende avviare, la descrizione della società, i soci, l'organizzazione, le risorse umane, i prodotti, i prezzi, il marketing, lo stato patrimoniale, il conto economico, il Cash Flow. Insomma tutto. Il business plan deve essere compilato correttamente, deve essere autorevole, in grado di dare credibilità al progetto d'impresa. Per la compilazione del vostro piano vi suggerisco l'utilizzo dei modelli di business plan. Si tratta di progetti già completi da personalizzare secondo la vostra idea di business per ottenere un prodotto vincente e di grande impatto.

Finanziamenti

Fino a pochi anni fa per ottenere i necessari finanziamenti occorreva rivolgersi a una banca o ad un istituto di credito. I più fortunati potevano contare su un finanziamento agevolato da parte di qualche pubblica istituzione. Oggi invece le opportunità si sono ampliate e coloro che intendono avviare un'attività d'impresa possono contare anche sull'aiuto di business angel, incubatori e acceleratori ma anche sul crowdfunding, letteralmente il finanziamento proveniente dalla folla tramite la rete. Attualmente sono disponibili diverse piattaforme di crowdfunding tramite le quali è possibile finanziare progetti e iniziative di business. Attenzione, però, ottenere finanziamenti con il crowdfunding non è per niente facile. Bisogna convincere la folla della validità dell'idea imprenditoriale. Eccovi, allora, alcuni strumenti e strategie per una campagna crowdfunding di successo.

Confrontarsi con chi ce l'ha fatta

Se siete arrivati alla fine di questo articolo è perché la vostra idea di impresa è più forte di qualsiasi altra cosa. Avete raggiunto il primo importantissimo traguardo. La determinazione è uno degli ingredienti segreti che vi permetteranno di raggiungere il successo. Sappiate che, come voi, tanti altri imprenditori, giovani e startupper hanno tentato di avviare un'attività in Italia. Alcuni di loro non erano fortemente motivati e hanno finito per fallire. In molti, però, ce l'hanno fatta. Si tratta di persone uguali a voi, che sono riuscite a trasformare la loro intuizione in un successo. Perché non confrontarsi e prendere esempio da loro? Eccovi allora 85 storie di startup, 16 settori in cui fare impresa e 105 consigli da mettere in pratica.

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