Cinema e Tv: ecco come fare impresa

Fare impresa
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Sono parecchie le attività imprenditoriali che ruotano attorno al mondo del cinema e delle produzioni televisive. Fra queste la produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, studi di registrazione, radio e televisioni. Vediamo di conoscere meglio quale alternativa imprenditoriale può offrire questo settore.

I distributori si occupano di diffondere i prodotti cinematografici e i video a diversi canali di diffusione come televisioni, home video, sale cinematografiche e multimedia. Tali soggetti sono solitamente organizzati in forma societaria e operano prevalentemente con emittenti televisive e radiofoniche.

Sotto il profilo della produzione, particolarmente diffusi sono i produttori di messaggi pubblicitari per il cinema o la televisione nonché audiovisivi per fiere, congressi e mostre, filmati industriali, spot pubblicitari radiofonici e redazionali. Altri soggetti, invece, indirizzano il proprio core business nella produzione di film e fiction molto spesso commissionate direttamente da emittenti televisive.

Le emittenti televisive concentrano la loro attività nella trasmissione di programmi televisivi. I ricavi provengono da proventi pubblicitari, concessione di spazi televisivi e televendite. Le emittenti televisive necessitano solitamente di un teatro di circa 100 mq, uffici, sale di regia e montaggio video e redazione giornalistica, si avvalgono della collaborazione di lavoratori dipendenti e sono quasi esclusivamente società di capitali.

Anche le emittenti radiofoniche concentrano la propria attività nella produzione e trasmissione di programmi radiofonici di vario genere: sportivi, musicali, intrattenimento e news. I ricavi provengono prevalentemente da proventi pubblicitari. Tali soggetti sono titolari di una stazione radiofonica e hanno strutture composte da locali destinati a ufficio e all’utenza, sala montaggio audio, sala regia e redazione giornalistica.

Agevolazioni

Nel corso degli anni la quota dei finanziamenti da parte dello Stato si è andata via via assottigliando mentre vanno crescendo gli incentivi fiscali. Fra questi, i più rappresentativi sono il Tax Credit e il Tax Shelter introdotti con la Finanziaria 2008 e recentemente rinnovati fino al 2013. Da non sottovalutare il FUS, Fondo Unico dello Spettacolo, anch’esso recentemente ricapitalizzato a 428 milioni di euro.
Nello specifico il Tax Credit prevede incentivi per le imprese di produzione cinematografica (anche estere) per la realizzazione di opere riconosciute di “nazionalità italiana” e per le imprese di produzione esecutiva e post produzione in relazione ai film girati sul territorio nazionale su commissione estera.
A contribuire al sostegno del settore cinematografico è, inoltre, intervenuto un accordo tra Anica e Bnl secondo cui la banca si impegna ad agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese cinematografiche attraverso un’offerta di finanziamenti a breve, medio e lungo termine a condizioni particolarmente vantaggiose.

Credito d’imposta per imprese di produzione

Alle imprese di produzione spetta un credito d’imposta pari al 15% del costo complessivo delle opere cinematografiche fino ad un massimo di 3,5 milioni di euro a condizione che l’impresa sostenga sul territorio italiano spese di produzione per un ammontare complessivo non inferiore all’80% del credito stesso. Alla maturazione del diritto al credito concorre non solo l’aver sostenuto le spese ma anche l’effettivo pagamento delle stesse.
I soggetti interessati a richiedere il credito devono presentare in via telematica all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa al rispetto dell’impegno “Deggendorf”. Successivamente occorre presentare al Mibac la richiesta del riconoscimento della nazionalità italiana o dell’interesse culturale con attestazione del rispetto dei requisiti di eleggibilità culturale, l’eventuale richiesta del riconoscimento della qualifica di film difficile o con risorse finanziarie modeste e l’indicazione del piano di lavorazione del film con le giornate di ripresa previste. Infine dovrà essere presentata un’ulteriore istanza al Mibac che indichi il costo complessivo di produzione, il numero totale delle giornate di ripresa e di quelle effettuate sul territorio italiano, l’ammontare del credito d’imposta maturato e quello già utilizzato, nonché il mese dal quale è sorto il diritto all'utilizzo del credito, l'ammontare delle spese sostenute all'estero e l'avvenuta presentazione della dichiarazione e della comunicazione precedentemente illustrate.

Crediti d’imposta per imprese di produzione esecutiva e industrie tecniche

Alle imprese di produzione esecutiva e alle industrie tecniche spetta un credito d’imposta pari al 25% del costo di produzione dell’opera per la realizzazione sul territorio italiano e su commissione di produzioni estere di film, o parti di film, che rispondano ai requisiti di eleggibilità culturale, utilizzando prevalentemente mano d'opera italiana o Ue, con il limite massimo per film di 5 milioni di euro. Le spese di produzione per le quali è concesso il credito non possono superare il 60% del budget complessivo di produzione del film, e, se sostenute in altro stato membro dell'Ue, rilevano nel limite del 30% del budget complessivo.
La procedura da seguire per richiedere il credito d’imposta è uguale a quella per le imprese di produzione.

Guida all'avvio di un'impresa

Prima di concludere, vorrei suggerire a tutti coloro che hanno in mente di avviare un'impresa la lettura del mio e-book dal titolo Guida all'avvio di un'impresa. Si tratta di un manuale completo e ricco di informazioni per chi vuole mettersi in proprio e conoscere gli aspetti più rilevanti dell'impresa, partendo dal business plan fino ad arrivare al bilancio d'esercizio.

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