Come aprire un agriturismo partendo da zero: adempimenti e imposte

Agriturismo
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L’avvio dell’attività di agriturismo è indubbiamente un passo importante. Oggi, tuttavia, è abbastanza semplificato grazie alla SCIA, ossia la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, che permette letteralmente di avviare il proprio agriturismo in un solo giorno. E’, comunque, necessario il rilascio del certificato di abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica da parte delle Regioni. All’interno di questo articolo, quindi, ci sarà spazio per parlare degli adempimenti per l’apertura, dei requisiti e delle autorizzazioni necessari nonché degli aspetti fiscali e tributari legati alle imposte.

Avvio dell’attività di agriturismo

L’agriturismo si avvia con la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune competente per territorio. Il Comune, in caso di carenze o irregolarità, può richiedere all’imprenditore i necessari adeguamenti ovvero, per i casi più gravi, sospendere l’attività fino alla loro rimozione da parte dell’interessato.
La norma che disciplina la SCIA è l’articolo 19 della Legge n. 241/1990 e successive modifiche. Come ricorda Saverio Cinieri nella Guida alle attività economiche, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività si applica ad ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato. Sono comprese le domande per le iscrizioni in albi e ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento dei requisiti e presupposti richiesti dalla legge ovvero da atti amministrativi a carattere generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli stessi atti.
Non possono esercitare l’attività agrituristica i soggetti che:

  • hanno riportato nell’ultimo triennio condanna per uno dei delitti previsti dagli articoli 442 (commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate), 444 (commercio di sostanze alimentari nocive), 513 (turbata libertà dell’industria o del commercio), 515 (frode nell’esercizio del commercio) e 517 (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) del codice penale ovvero per uno dei delitti in materia di igiene e di sanità o di frode nella preparazione degli alimenti previsti da leggi speciali;
  • sono sottoposti a misure di prevenzione o sono stati dichiarati delinquenti abituali.

Periodi di apertura e tariffe

L’attività di agriturismo può essere esercitata continuativamente per dodici mesi oppure in alcuni periodi stabiliti dall’imprenditore. In tal caso occorre presentare comunicazione al Comune. Entro il 31 ottobre di ogni anno, i soggetti che esercitano l’attività di agriturismo devono presentare una dichiarazione contenente l’indicazione delle tariffe che si impegnano a praticare per l’anno seguente.

Abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica

Le modalità per il rilascio del certificato di abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica è demandata alle Regioni, le quali possono organizzare corsi di preparazione anche avvalendosi di enti di formazione ovvero in collaborazione con le associazioni agrituristiche più rappresentative.
Nel 2013 l’Italia ha dato vita al marchio di settore “agriturismo italia”, ai sensi del DM 13/02/2013, per le aziende regolarmente operanti in base alle normative vigenti. E’ stato istituito, inoltre, un sistema di classificazione delle aziende agrituristiche, che comprende cinque categorie, con lo scopo di dare al pubblico un’idea di massima del livello di comfort, della varietà dei servizi e della qualità del contesto ambientale di ogni azienda. Le modalità di applicazione del marchio nazionale sono state definite con DM 03/06/2014. Il medesimo decreto ha istituito il repertorio nazionale dell’agriturismo con la finalità di integrare tutti gli elenchi regionali e offrire una approfondita conoscenza del settore. Tutte le informazioni contenute nel repertorio nazionale sono disponibili nel portale istituzionale dell’agriturismo

Guida all’apertura di un agriturismo

Quello che state leggendo è l’articolo di una guida molto più ampia intitolata Come aprire un agriturismo in Italia. All’interno di questa guida ho cercato di dare ai miei lettori tutte le informazioni utili per aprire un agriturismo e portarlo al successo. In effetti di indicazioni utili ne trovate veramente tante ma se volete avere una marcia in più, allora vi consiglio di registrarvi alla newsletter in modo da ricevere gratuitamente nella vostra casella di posta elettronica tutte le informazioni utili ed esclusive per la crescita e lo sviluppo della vostra impresa.

Imposte sul reddito e Iva

Il secondo comma dell’articolo 7 della Legge 96/2006 stabilisce che ai fini fiscali, per lo svolgimento dell’attività agrituristica occorre osservare le disposizioni dettate dall’articolo 5 della Legge 30 dicembre 1991, n. 413. Quest’ultima stabilisce che i soggetti diversi da società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative, società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato nonché da enti pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali che esercitano attività di agriturismo determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi conseguiti con l'esercizio di tale attività, al netto della imposta sul valore aggiunto, il coefficiente di redditività del 25%. Non concorrono a formare il reddito le plusvalenze e le minusvalenze e i costi sostenuti non sono deducibili.
I soggetti che esercitano attività di agriturismo determinano l'imposta sul valore aggiunto riducendo l'imposta relativa alle operazioni imponibili in misura pari al 50% del suo ammontare, a titolo di detrazione forfettaria dell'imposta afferente agli acquisti e alle importazioni. Resta inteso che il contribuente può scegliere di non avvalersi di tali disposizioni, esercitando l'opzione nella dichiarazione annuale relativa all'imposta sul valore aggiunto per l'anno precedente. L'opzione, vincolante per un triennio, ha effetto anche per la determinazione del reddito e deve essere comunicata all'ufficio delle imposte dirette nella dichiarazione annuale relativa alle imposte sul reddito per l'anno precedente.

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