Home restaurant: come funziona e regole da seguire

Home restaurant
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Chi vuole avviare un home restaurant lo fa principalmente per due motivi: vuole intraprendere un'attività nel settore della ristorazione che non richieda grossi investimenti; vuole abbattere i costi elevati che generalmente ricadono nell'organizzazione e nella gestione di un ristorante classico. I costi di avvio non troppo alti e la gestione semplificata dell'attività, tuttavia, non devono far pensare che si possa aprire un ristorante nella propria casa in deroga a tutte le normative attualmente esistenti. Ma come funziona un home restaurant e quali sono le regole da seguire per l'avvio e la gestione? In questo articolo, una breve guida.

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L'home restaurant funziona esattamente come un ristorante tradizionale. Però è organizzato e gestito da un soggetto privato nella propria abitazione. Viene superato il concetto in cui si va a cena in locali superaffollati e chiassosi, dove solitamente è difficile trovare intimità e avviare una discussione. Con l'home restaurant, il padrone di casa (che solitamente è anche cuoco e gestore dell'home restaurant) organizza un pranzo o una cena a cui possono partecipare poche persone.

La casa del cuoco diventa, quindi, un luogo di incontro di più persone che hanno modo di socializzare, scambiarsi opinioni, discutere su temi e argomenti specifici ovvero assistere a lezioni e corsi tenuti dal padrone di casa o da un componente della famiglia. È un'esperienza straordinaria, dove si stringono nuove amicizie, si maturano nuove idee e nuove relazioni. E poi si ha l'occasione di assaggiare i piatti tipici e tradizionali della famiglia ospitante. Per i turisti stranieri è l'occasione per entrare in stretto contatto con un ambiente che non conoscono, scoprendo nuovi stili di vita e nuove abitudini. Tecnicamente questa esperienza prende il nome di social eating.

Il ristorante in casa è, quindi, una valida alternativa al tradizionale ristorante. Questa attività consente di sfruttare la propria abitazione come ristorante a tutti gli effetti. Innegabili, quindi, i vantaggi che ne deriveranno a cominciare dal risparmio in termini di costi di gestione e ad una organizzazione più snella. Ma attenzione: rispettare le regole è un aspetto di primo ordine.

Ma quali sono queste regole? Esiste una normativa chiara e precisa che possa definire i margini di operatività dell'attività di home restaurant? Per la verità no. O almeno per il momento. Non è raro, infatti, che l'intervento del legislatore avvenga solo a posteriori quando, come nel caso degli home restaurant, il fenomeno ha raggiunto dimensioni non indifferenti. Sono tanti gli home restaurants attivi in Italia. Purtroppo molti di questi operano in maniera illecita, con gravi rischi per la salute e la sicurezza degli ospiti.

Se proprio devo dirla tutta, non ci troviamo di fronte ad un vuoto normativo anche perché la disciplina della tradizionale attività di ristorazione è abbastanza chiara. È sufficiente applicare, per analogia, le medesime disposizioni tenendo conto che, comunque, siamo di fronte ad un'attività di ristorazione domestica che viene esercitata all'interno di una abitazione privata. È proprio questo il fil rouge del mio nuovo libro sull'argomento. Nella Guida all'attività di ristorazione in abitazione privata ti racconto come funziona l'home restaurant, quali sono i passi che devi seguire per avviare, gestire e portare al successo l'attività.

Nel libro che ho scritto non tralascio nulla, nemmeno gli aspetti fiscali (guai a sottovalutarli! Sai che sanzioni?). Non devi perdere di vista, ad esempio, tutte quelle normative pensate per la sicurezza alimentare dei clienti e di tutti quegli adempimenti che deve porre in essere chi avvia un ristorante tradizionale. Ebbene sì, dovrai studiarle anche tu che vuoi aprire un ristorante in casa privata.

Ti spiego, inoltre, come puoi aprire un home restaurant, presentando la Scia al SUAP del Comune competente. Devi acquisire il certificato HACCP. Ricorda, infine, che l'attività può essere esercitata in forma imprenditoriale e, in tal caso, devi richiedere la partita IVA e rilasciare fattura, oppure, in alternativa, in forma occasionale, rilasciando ai tuoi ospiti una semplice ricevuta non fiscale.

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