Fatture: normativa aggiornata 2016

Fattura
Fattura

La normativa italiana prevede che al momento della prestazione di un servizio o della cessione di un bene da parte di un soggetto passivo Iva si debba emettere fattura nei confronti dell’acquirente. L’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972 come modificato dal D.Lgs. 24/09/2015, n. 158, articolo 31, prevede, infatti, che per ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio è tenuto ad emettere la relativa fattura, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili ed applicare l’Iva.

Elementi della fattura

La fattura deve essere datata e numerata per anno solare e deve contenere la ragione sociale ovvero il nome e il cognome del soggetto cedente o prestatore e del cessionario o committente, il domicilio e la partita Iva dell’emittente e del ricevente; la natura, la quantità e la qualità dei beni ceduti; il corrispettivo e la determinazione della base imponibile; eventuali sconti o abbuoni; l’aliquota Iva applicata e il relativo ammontare.

Emissione della fattura

La fattura cartacea deve essere compilata in duplice esemplare, uno dei quali consegnato o spedito alla controparte, e va emessa nel momento in cui l’operazione è effettuata. In particolare, ai sensi dell'articolo 6 del DPR 633/1972, le cessioni di beni si considerano effettuate nel momento della stipulazione se riguardano beni immobili e nel momento della consegna o spedizione se riguardano beni mobili. Tuttavia le cessioni i cui effetti traslativi o costitutivi si producono posteriormente, ad eccezione delle vendite con riserva di proprietà e delle locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti, si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti e comunque, se riguardano beni mobili, dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione. Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo.
Inoltre:

  • per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime;
  • per le cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente la fattura è emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni;
  • per le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio di un altro Stato membro dell'Unione europea, non soggette all'imposta ai sensi dell'articolo 7-ter, la fattura è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione;
  • per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 6, sesto comma, primo periodo, rese a o ricevute da un soggetto passivo stabilito fuori dell'Unione europea, la fattura e' emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

La fatture di ammontare complessivo non superiore a 100 euro possono essere emesse in modalità fattura semplificata.

Mancata emissione della fattura

Qualora il venditore non emetta fattura, il cessionario è tenuto a sollecitarne l’emissione e, decorsi 4 mesi dal momento di effettuazione dell’operazione senza che la fattura sia stata emessa, dovrà provvedere ad emettere autofattura entro i successivi 30 giorni. Il cessionario dovrà quindi versare l’Iva dell’autofattura tramite modello F24 utilizzando il codice tributo 9399 e presentare all’Ufficio competente copia dell’autofattura emessa, unitamente alla ricevuta dell’avvenuto pagamento in F24. Il medesimo comportamento è da adottare quando la fattura è stata emessa ma in maniera irregolare.
Da evidenziare, come chiaramente riportato nel Manuale IVA 2016, se il soggetto che doveva ricevere la fattura agisce nella qualità di soggetto passivo, non è immune da responsabilità. L'Ufficio può, infatti, effettuare nei suoi confronti l'irrogazione di una sanzione amministrativa pari al 100% dell'imposta con un minimo di 258 euro. Tuttavia, la somma che potrà essere richiesta al cliente inerte sarà esclusivamente a titolo di sanzione e non anche a titolo di imposta. In buona sostanza, conclude l'autore, si configura nel caso di specie un'autonoma responsabilità del cessionario/committente per non avere denunciato al Fisco l'inadempimento del cedente/prestatore.

Reverse charge

Esistono operazioni in cui, a fronte di particolari ipotesi di prestazioni o cessioni di beni effettuate da soggetti passivi residenti, il pagamento dell'imposta è tenuto dal soggetto cessionario. Si tratta di quelle operazioni che prendono nome di reverse charge. In questi casi la fattura è emessa dal cedente senza addebito dell'imposta e con l'annotazione inversione contabile e il riferimento della norma di cui all'articolo 17 del DPR 633/1972 (come modificato dal D.Lgs. 24/2016, art. 1). E' compito, quindi, dell’acquirente provvedere a integrare la fattura ricevuta con l'indicazione della aliquota e della relativa imposta e poi registrarla nel registro delle fatture emesse ed in quello degli acquisti.
I casi in cui va adottato il reverse charge sono i seguenti:

  1. prestazioni di servizi diversi da quelli di cui al terzo punto, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori;
  2. cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione;
  3. prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;
  4. prestazioni di servizi rese dalle imprese consorziate nei confronti del consorzio di appartenenza che si è reso aggiudicatario di una commessa nei confronti di un ente pubblico al quale il predetto consorzio è tenuto ad emettere fattura;
  5. cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui all'articolo 21 della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995;
  6. cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché cessioni di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale;
  7. trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite all'articolo 3 della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive modificazioni, trasferibili ai sensi dell'articolo 12 della medesima direttiva 2003/87/CE, e successive modificazioni;
  8. trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all'energia elettrica;
  9. cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell'articolo 7-bis, comma 3, lettera a).

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