Aspetti contabili e fiscali degli interessi attivi

Interessi attivi
Interessi attivi

Gli interessi attivi concorrono alla formazione del reddito dell’esercizio per l’ammontare maturato. Gli interessi assoggettati a ritenuta d’acconto vanno contabilizzati al lordo della ritenuta. Tale scomputo vale solo per interessi di banca, postali, su buoni fruttiferi, certificati di deposito e obbligazioni.

Periodicamente le banche liquidano gli interessi attivi maturati sui conti correnti dei propri clienti. Sotto l'aspetto contabile le imprese rilevano il ricavo al netto di una ritenuta d'acconto nella misura del 26%. Contabilmente si avrà, quindi, la seguente scrittura:

Conto Dare Avere
Banca c/c 710,00
Erario c/rit. int. attivi 260,00
Interessi attivi 1.000,00

Laddove il conto Erario c/rit. int. attivi rappresenta un credito della società verso l'Erario che potrà recuperare in sede di liquidazione dell'imposta sul reddito. Per maggiori informazioni sulle scritture contabili vi rimando al Manuale delle scritture contabili.

Quanto a interessi, poi, se ne distinguono due differenti tipologie:

  • Interessi per dilazione: sono quelli concordati fra le parti per qualsiasi pagamento dilazionato;
  • Interessi di mora: rappresentano un risarcimento di un danno sopportato dal creditore in seguito al mancato pagamento di un debito alla scadenza pattuita.

Gli interessi di mora e per dilazione di pagamento costituiscono redditi della stessa categoria di quelli su cui sono maturati. Gli interessi maturati su crediti verso l’Erario sono tassabili. Le imposte devono riferirsi esclusivamente agli interessi attivi maturati nell’esercizio, nel rispetto del principio della competenza.

La società non può concedere prestiti ai soci o a terzi se tale facoltà non è prevista nello statuto. In ogni caso, se effettuati, questi dovranno essere fruttiferi di interessi e il tasso non deve essere inferiore a quelli applicati dalle banche nei confronti della società.

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