Regime forfetario 2018 e lavoro dipendente

Regime forfetario
Regime forfetario

La Legge 190/2014, art. 1, commi da 54 a 89 ha istituito il regime forfetario di determinazione del reddito per gli esercenti attività d'impresa e arti e professioni in forma individuale, con un'unica imposta sostitutiva dell'Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap. Il regime agevolato rappresenta il regime naturale per chi possiede i requisiti (tuttavia sono previste soglie di ricavi o di compensi diverse a seconda del tipo di attività esercitata), può essere utilizzato anche dai soggetti con redditi di lavoro dipendente e prevede vantaggi in termini di adempimenti e sul regime contributivo.

Redditi di lavoro dipendente e assimilati

La legge di bilancio 2016 ha modificato alcuni aspetti del regime forfetario e ha stabilito che non possano avvalersi del regime forfetario i soggetti che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti l'importo di euro 30mila. La verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. L'intervento del legislatore era rivolto prevalentemente a consentire l'accesso al regime forfetario anche ai lavoratori dipendenti e pensionati con una attività in proprio ma a condizione che il reddito da lavoro dipendente o assimilato ovvero da pensione non fosse superiore nell'anno precedente ai 30mila euro e sempre a condizione che fossero rispettati i valori soglia dei ricavi e dei compensi stabiliti per ciascun settore di cui si dirà più avanti.

Imposta forfetaria

Le modifiche introdotte dalla citata legge di bilancio 2016 riguardano l'aliquota forfetaria. Infatti l'aliquota unica di tassazione per chi adotta il regime forfetario è pari al 15%, tuttavia per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi è stabilita nella misura del 5%.
Affinché una attività avviata possa essere considerata nuova (ai fini dell'applicazione dell'aliquota ridotta al 5%) occorre considerare i seguenti punti:

  • il contribuente non deve avere esercitato, nei tre anni precedenti, un’attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l'attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non deve comunque essere superiore ai limiti stabiliti.

In merito al secondo punto, la mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo si verifica quando l'attività in concreto si rivolge alla stessa clientela e utilizzando la medesima attrezzatura utilizzata in precedenza dall'azienda.

Contributi previdenziali

Interessanti anche le disposizioni dettate ai fini contributivi: i contribuenti forfetari applicano una riduzione pari al 35% della contribuzione ordinaria INPS dovuta ai fini previdenziali (rispetto quindi a quanto dovuto senza agevolazioni dai contribuenti che utilizzano il normale regime IVA), fermo restando il meccanismo di accredito contributivo secondo le regole della Gestione Separata INPS (di cui all’articolo 2, comma 29, della Legge 335/1995).

Soglie di ricavi

Il valore delle soglie di ricavi o di compensi, diverse a seconda del tipo di attività esercitata, per accedere al regime forfetario è il seguente:

Gruppo di settore Codice di attività ATECO 2007 Valore soglia dei ricavi/compensi Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) 45.000 40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio 45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9 50.000 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41 - 42 - 43) – (68) 25.000 86%
Intermediari del commercio 46.1 25.000 62%
Attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) 50.000 40%
Attività Professionali, Scientifiche, Tecniche, Sanitarie, di Istruzione, Servizi Finanziari ed Assicurativi (64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88) 30.000 78%
Altre attività economiche (01 - 02 - 03) - (05- 06 - 07 - 08 - 09) - (12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33) - (35) - (36 - 37 - 38 - 39) - (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99) 30.000 67%

Oneri deducibili

Le spese sostenute nell'esercizio dell'attività non sono analiticamente deducibili, ad eccezione dei contributi previdenziali, ma sono previsti a forfait da applicare ai ricavi (coefficienti di redditività) che variano a seconda dei diversi tipi di attività. Questo vuol dire che il reddito è calcolato applicando ai ricavi effettivamente incassati una percentuale che varia in base alla categoria economica cui appartiene l'attività esercitata. Tale modalità di determinazione del reddito, pertanto, rende inutile valutare quali costi sarebbe necessario documentare in quanto si tratta di elementi irrilevanti dal punto di vista fiscale.

Monitoraggio dell'attività

Chi opera nel regime forfetario deve monitorare costantemente l'andamento dell'attività non soltanto per permettere la permanenza all'interno del regime ma anche per valutare se non sia il caso di adottare il tradizionale metodo ordinario. Il confronto va effettuato in prima battuta considerando il carico fiscale. Per prima cosa occorre, quindi, confrontare da una parte i costi forfetari determinati attraverso il coefficiente specifico e dall'altra l'incidenza effettiva dei costi (inclusi gli ammortamenti). Più costi si conseguono in relazione all'attività esercitata e meno interessante è il regime forfetario. Inoltre occorre considerare che il reddito forfetario va tassato con una aliquota del 15% (ridotta al 5% per i primi anni) e che eventuali oneri detraibili e deducibili, in assenza di altri redditi, vanno persi in quanto non trovano capienza nel reddito complessivo (fatta eccezione per i contributi previdenziali la cui deduzione è garantita anche per i forfetari).

Requisiti di accesso al regime forfetario

Il primo requisito da verificare è rappresentanto dall'amontare dei ricavi che si presume di incassare. Chi avvia la propria attività potrà recuperare tali informazioni dal business plan, il documento che permette di sintetizzare i primi cinque anni di attività dell'impresa e di rappresentarne l'andamento economico e finanziario (in rete sono disponibili numerosi esempi di business plan). Da tenere bene a mente che l'ammontare dei ricavi deve essere ragguagliato all'anno, pertanto se si sceglie di avviare l'attività subito dopo le ferie estive, con decorrenza dal 1° settembre, il valore soglia dei ricavi cui fare riferimento sarà rappresentato dai 4/12 di quanto previsto dalla normativa.
Fra gli altri requisiti dettati dalla normativa al fine di avere accesso al regime forfetario vi sono:

  • l'ammontare dei beni strumentali non superiore a 20mila euro (esclusi eventuali immobili detenuti nell'ambito dell'attività imprenditoriale);
  • le spese per lavoro dipendente e compensi erogati a collaboratori non devono avere valore superiore a 5mila euro;
  • nell'anno precedente non bisogna avere percepito redditi di lavoro dipendente oltre i 30mila euro.

Avvio dell'attività in regime forfetario

In sede di inizio attività (modello AA9/12) è necessario comunicare l'adesione al regime forfetario. Non si tratta, tuttavia, di un'opzione e, pertanto, la mancata comunicazione non comporta esclusione dal regime. Tuttavia è punita con sanzione compresa tra 250 e 2mila euro.
È opportuno, pertanto, avere adeguata conoscenza del regime prima di avviare l'attività. Per gli imprenditori, i professionisti e i lavoratori autonomi che stanno per avviare una nuova attività suggerisco un utile manuale scritto da Salvatore Giordano e intitolato Regime forfetario e contabilità semplificata 2018. Il testo illustra i tratti principali del regime forfetario (IVA, ritenute, previdenza), facendo riferimento - tuttavia - anche agli altri, in modo tale da fornire all'operatore e al consulente tutti gli elementi necessari per valutare quale degli stessi sia quello più confacente. L'esposizione dei vari adempimenti è condotta con taglio operativo, grazie all'inserimento di continui esempi di calcolo e casi concreti, che agevolano il lettore nel comprendere le applicazioni pratiche della nuova disciplina.

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