Come funzionano i conti d’ordine in bilancio

Bilancio
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Oltre allo Stato Patrimoniale e al Conto Economico, il bilancio è costituito da una serie di conti definiti d’Ordine ossia voci che per natura non costituiscono un costo o un ricavo né un’attività o una passività. Si tratta di conti particolarmente importanti in ambito contabile poiché suggeriscono i potenziali rischi o vantaggi cui l’impresa è soggetta.

I Conti d’Ordine rappresentano tutte le garanzie prestate direttamente o indirettamente quali fideiussioni, avalli e altre garanzie personali e reali nonché rischi, impegni, possesso di beni di terzi o beni propri depositati presso terzi. Per quanto riguarda i beni dell’impresa presso terzi a titolo di pegno, deposito o comodato, non è obbligatorio procedere all’iscrizione nei conti d’ordine a patto che se ne dia esaustiva menzione in nota integrativa.

A disciplinare i Conti d’Ordine interviene il comma 3 dell’articolo 2424 il quale stabilisce che in calce allo Stato Patrimoniale devono risultare le garanzie prestate direttamente o indirettamente distinguendosi tra fideiussioni, avalli, altre garanzie personali e garanzie reali e indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate nonché di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di queste ultime. Devono, inoltre, risultare gli altri conti d’ordine.

Guido e Andrea Vasapolli scrivono nel loro libro dal titolo Dal bilancio d'esercizio al reddito d'impresa che, per quanto riguarda la rilevazione contabile dei conti d'ordine, al paragrafo A del principio contabile n. 22 viene detto che i conti d'ordine sono attivati integrando il sistema principale di scritture con sistemi minoritari, o supplementari, che consentano di mantenere il formalismo della partita doppia. In particolare, i relativi valori devono essere registrati in due coppie di conti funzionanti in maniera antitetica.

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