Trattamento contabile e fiscale dell'autoconsumo

Autoconsumo
Autoconsumo

Nel caso di beni destinati al consumo personale dell’imprenditore o dei soci, se al momento dell’acquisto è stata operata la detrazione dell’Iva i beni stessi si considerano soggetti a Iva prendendo a riferimento come base imponibile il prezzo di acquisto ovvero, in mancanza, il costo del bene nel momento dell’effettuazione dell’operazione. Se invece non è stata operata alcuna detrazione i beni si considerano fuori campo Iva.

Salvatore Giordano, autore del libro Manuale delle scritture contabili, evidenzia due differenti tipologie di autoconsumo: l'autoconsumo esterno concerne l'ipotesi in cui i beni sono utilizzati per scopi diversi da quelli per i quali l'impresa è stata costituita; al contrario dell'autoconsumo interno che concerne, ad esempio, l'utilizzo di un quaderno per l'impresa che gestisce una cartoleria o la sostituzione di un vetro per l'impresa che li fabbrica, l'autoconsumo esterno concerne un'ipotesi di distoglimento di beni dal processo produttivo.

IVA

Ai fini IVA, l'autoconsumo esterno è soggetto a imposta. Pertanto costituiscono cessione di beni e sono assoggettati a IVA le destinazioni di beni all'uso e al consumo personale o familiare dell'imprenditore nonché la destinazione dei beni ad altre finalità estranee all'impresa (con esclusione di quei beni per i quali non è stata operata, all'atto di acquisto, la detrazione dell'imposta di cui all'art. 19 del D.P.R. 633/1972).
Per le cessioni concernenti la destinazione di beni all'uso o al consumo personale o familiare dell'imprenditore o ad altre finalità estranee all'impresa, la base imponibile è costituita dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo del costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni. Per valore normale si intende, ai sensi dell'art. 14 del D.P.R. 633/1972, l'intero importo che il cessionario o il committente, al medesimo stadio di commercializzazione di quello in cui avviene la cessione di beni o la prestazione di servizi, dovrebbe pagare, in condizioni di libera concorrenza, ad un cedente o prestatore per ottenere i beni o servizi in questione nel tempo e nel luogo di tale cessione o prestazione. Qualora non siano accertabili cessioni di beni o prestazioni di servizi analoghe, per valore normale si intende:

  • per le cessioni di beni, il prezzo di acquisto dei beni o di beni simili o, in mancanza, il prezzo di costo, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni;
  • per le prestazioni di servizi, le spese sostenute dal soggetto passivo per l'esecuzione dei servizi medesimi.

Contabilità

Nell'autoconsumo di merci da parte dell'imprenditore occorre rilevare in contabilità il ricavo generato dal consumo del bene. A tale importo deve essere aggiunta l'IVA. In contropartita è inserito un conto di credito nei confronti del titolare per autoconsumo. La medesima procedura va attuata in caso di autoconsumo di un macchinario. In questo caso, inoltre, occorre tenere conto del fondo ammortamento del cespite e rilevare l'eventuale plusvalenza o minusvalenza da autoconsumo.
Una seconda registrazione contabile è necessaria per stornare il conto di credito nei confronti del titolare per autoconsumo con l'utile dell'esercizio.

Esempio di autoconsumo merci

Conto Dare Avere
Crediti per autoconsumo titolare 1.220
Ricavi per autoconsumo 1.000
IVA c/vendite 220
Conto Dare Avere
Utile dell'esercizio 1.220
Crediti per autoconsumo titolare 1.220

Esempio di autoconsumo cespite

Conto Dare Avere
Crediti per autoconsumo titolare 2.440
F.do Amm.to macchinari 9.000
Macchinari 10.000
IVA c/vendite 440
Plusvalenze 1.000
Conto Dare Avere
Utile dell'esercizio 2.440
Crediti per autoconsumo titolare 2.440

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