Lavoro dipendente e avvio d'impresa: pro e contro

Fare impresa
Fare impresa

Avviare un'impresa mantenendo attivo il contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato con il proprio datore di lavoro potrebbe essere una interessante opportunità. Si tratta di una decisione sempre più spesso affrontata sia dai lavoratori pubblici che da quelli del comparto privato. A meno che il contratto stipulato non ponga espressamente il veto all'avvio di un'attività d'impresa ovvero che la nuova attività che si intenda avviare sia in contrasto con quella di lavoro dipendente, è possibile avviare un'impresa mantenendo attivo il contratto di lavoro dipendente. È opportuno, tuttavia, considerare i pro e i contro che tale scelta nasconde.

Lavoro dipendente o impresa individuale?

Sono in tanti coloro che hanno già un lavoro dipendente ma sognano di avviare un'impresa o un'attività indipendente. Le motivazioni possono essere molteplici: dalla insoddisfazione professionale al desiderio di ottenere un guadagno maggiore; dal desiderio di vedere commercializzato il proprio prodotto ad una vera e propria sfida con se stessi. Qualunque sia il motivo per cui si desidera avviare un'attività d'impresa, quando si ha un contratto di lavoro dipendente diventa ancora più difficile giungere ad una decisione poiché a questo punto entra in gioco un dilemma che affligge l'aspirante imprenditore: lasciare il lavoro dipendente e buttarsi nel mondo dell'imprenditoria oppure fare in modo di conciliare entrambe le attività?
Non esiste il momento giusto per iniziare. Come scrive Dario Abate nel libro Come avviare una startup di successo, saranno la tua coscienza, il tuo intuito e la tua forza di volontà a suggerirti quando dare il via. L'unico appunto che vorrei farti è: non rimandare a domani quello che puoi fare oggi, abbi fiducia in te stesso e cogli l'attimo.

Sacrificare il tempo libero (ma non sempre)

Si potrebbe fare in modo di conciliare il lavoro dipendente con l'avvio di un'impresa, laddove ricorrano tutte le condizioni per poterlo fare, ma ciò avrà un impatto importante sul tempo libero a disposizione. Infatti il tempo che generalmente si passa con parenti e amici dovrà essere destinato all'attività d'impresa. Capiterà, quindi, di lavorare fino a tardi la sera, il sabato e i festivi. Se non si è pronti per questo cambiamento radicale meglio abbandonare l'idea dell'avvio d'impresa e dedicarsi esclusivamente al lavoro dipendente.
È evidente che l'imprenditoria richieda grossi sforzi e assorba una significativa parte di energie e di tempo libero. Lo sforzo per portare avanti in maniera promiscua i due impegni spesso non è solo dell'aspirante imprenditore ma riguarda anche i parenti più stretti. Prima di decidere di avviare un'impresa e mantenere il lavoro dipendente occorre valutare attentamente se si è in grado di gestire l'impegno. È ovvio che non tutte le attività di impresa sono uguali: alcune, ad esempio, il bed and breakfast o l'home restaurant, possono essere gestite nella propria abitazione e possono essere conciliate con il tempo libero del soggetto aspirante imprenditore.

Aspetto fiscale

Sotto l'aspetto fiscale, il nostro ordinamento non pone alcun limite circa la possibilità di avviare un'impresa quando si ha già un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato. Il regime forfetario (art. 1, c. da 54 a 89, L. 190/2014), ad esempio, ha escluso la sua applicazione soltanto ai soggetti che nell'anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti l'importo di euro 30mila e che la verifica di tale soglia è irrilevante se il lavoro è cessato. In presenza di un reddito inferiore, pertanto, è possibile avviare un'impresa avvalendosi del regime forfetario anche se si è titolari di contratto di lavoro dipendente.

Conflitto di interessi, concorrenza, clausola di esclusiva

La maggior parte dei datori di lavoro non pone alcun limite all'esercizio di una qualsiasi forma d'impresa da parte dei propri lavoratori dipendenti. L'importante è che l'attività che si intende avviare non sia correlata con quella svolta dall'azienda per la quale si è dipendenti. In tal caso il conflitto di interessi sarebbe elevato e il datore di lavoro potrebbe intimare al lavoratore di chiudere l'attività ovvero procedere a licenziamento per concorrenza. Per questo motivo non è raro che i datori di lavoro inseriscano nel contratto individuale una clausola che preveda il divieto di esercitare qualsiasi attività in contrasto con il core business dell'impresa. Limitati, invece, sono i casi in cui sia presente una clausola di esclusiva in base alla quale il lavoratore dipendente non può in alcun caso esercitare un'altra attività anche se non in contrasto con il business aziendale. In tale ambito si rimanda ad un manuale particolarmente utile intitolato Clausole negoziali, scritto da Massimo Confortini, in quanto offre una analisi pratica e approfondita della portata delle clausole tipiche e atipiche maggiormente ricorrenti nei contratti.
È opportuno ricordare che, di norma, i contratti stabiliscono che qualsiasi attività intellettuale sviluppata dai lavoratori dipendenti appartenga comunque al datore di lavoro. La violazione di questo accordo può portare alla risoluzione del contratto di lavoro e, nei casi più gravi, a risolvere il contenzioso davanti ad un giudice.

Capitali necessari e costi di avvio

A questo punto entra in gioco l'aspetto finanziario. Certo, mantenere il lavoro dipendente quando si lancia la propria attività d'impresa può aiutare a coprire l'onere finanziario relativo ai costi di avvio dell'attività. Purtroppo, però, non sempre gli stipendi sono così alti da permettere il sostentamento delle proprie necessità al netto di una quota destinata all'impresa nascente. Qualunque attività d'impresa, infatti, richiede un investimento iniziale e, in tale ambito, o si ha un capitale da parte (ancorché piccolo) oppure bisogna ricorrere ad un finanziamento bancario. Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità di ottenere contributi e agevolazioni statali o regionali. Per trovare in modo veloce e gratuito tutte le informazioni su contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato e fondi di garanzia ti suggerisco la guida intitolata Finanziamenti agevolati per le imprese: oltre 400 link commentati e suddivisi in 34 paragrafi tematici.
L'aspetto finanziario, quindi, è il primo ostacolo da superare prima di avviare l'impresa. Ma non l'ultimo: logistica, clienti e fornitori non sono da sottovalutare e vanno affrontati con il necessario impegno. È anche fondamentale fare il punto delle proprie capacità e individuare le operazioni da poter gestire in maniera autonoma e quelle che dovranno essere esternalizzate. È evidente che queste ultime dovranno essere molte più delle prime: non dimentichiamo che i lavoratori dipendenti a tempo pieno trascorrono gran parte delle giornate nella azienda per la quale lavorano. Mentre si lavora a tempo pieno il business non si può gestire da solo. Diventa indispensabile, quindi, ottenere un aiuto dall'esterno e costruire un team di persone su cui fare affidamento.

Business plan

Un buon business plan aiuterà sicuramente a riflettere meglio sui costi che dovranno essere sostenuti per avviare l'attività. Questo perché la redazione del business plan obbliga l'imprenditore ad effettuare un ragionamento a 360 gradi affrontando anche i rischi, le opportunità, i punti di forza e i punti di debolezza dell'impresa nascente. Il valore aggiunto offerto da questo strumento, infatti, non sta nell'ottenere il prodotto finito ma nel percorso che l'imprenditore deve compiere per giungere al risultato finale. Un grande aiuto potrebbe arrivare dall'utilizzo di alcuni modelli già compilati e pronti per essere modificati in base alle esigenze del proprio business. Prova a dare uno sguardo a questi modelli di business plan che ti propongo per renderti conto di quanto possa essere importante avere un piano d'impresa ben strutturato.
Il percorso delineato fino ad ora sembrerebbe essere indicato per le grandi aziende. In realtà, non c'è molta differenza tra le diverse forme di impresa. Per questo motivo, anche se si sta pensando di avviare una micro impresa, senza lavoratori dipendenti e senza il desiderio di crescere oltre il proprio piccolo ufficio, l'attività deve essere gestita con la stessa disciplina di un qualsiasi buon affare. Per questo è assolutamente importante sviluppare un flusso di cassa, realizzare un business plan e pianificare una strategia di marketing. Tutto questo consentirà all'imprenditore di tenere sotto controllo lo stato di salute del proprio business.

Lealtà e rispetto

Prima di concludere ritengo sia opportuno spendere due parole sulla lealtà e sul rispetto. Il datore di lavoro che assume un lavoratore dipendente generalmente pone in lui la massima fiducia. Ricambiarlo con rispetto e lealtà è il minimo che si possa fare: lavorare per la propria azienda durante il normale orario di lavoro oppure utilizzare forniture aziendali per la propria attività non passerà inosservato. E inoltre costituisce un reato. Se si ha necessità di maggiore tempo da dedicare alla propria attività d'impresa si può sempre richiedere un impiego part-time. L'obiettivo, quindi, è riuscire a mantenere il lavoro dipendente pur avviando un'attività d'impresa. Per farlo occorre essere buoni con se stessi e leali con il proprio datore di lavoro.

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