Esenzione Irpef per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali

Imprenditori agricoli professionali
Imprenditori agricoli professionali

Esenzione da Irpef, per il triennio 2017-2019, dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Si tratta di un’agevolazione prevista dal comma 44 della Legge di bilancio 2017 (Legge 232/2016) rivolta a circa 400.000 coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che segue la cancellazione dello scorso anno di Imu e Irap.

Esenzione Irpef

Dal 2017 i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali potranno godere dell’esenzione Irpef sui redditi dominicali e agrari. In base all’articolo 1, comma 44 della Legge 232/2016, i produttori agricoli, in luogo della determinazione del reddito con i criteri del reddito d’impresa, determinano il proprio carico fiscale utilizzando i redditi fondiari laddove l’attività esercitata rispetta i criteri indicati dall’articolo 2135 del codice civile e i limiti imposti dall’articolo 32 del DPR 917 del 1986. Pertanto, in luogo del risultato d’esercizio, la tassazione dei produttori agricoli avviene in modo figurativo utilizzando il valore dei terreni, rappresentato dal reddito dominicale e da quello agrario, tenendo conto delle tariffe d’estimo riferibili alle colture in atto.
A decorrere dal 1° gennaio 2017, con riferimento al triennio 2017/2019, non concorreranno alla formazione della base imponibile, ai fini Irpef, e delle relative addizionali, i redditi dominicali e agrari riferibili ai terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti alla previdenza agricola.

Definizione di imprenditore agricolo

L’articolo 2135 del codice civile definisce imprenditore agricolo chi esercita l'attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono, comunque, connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.

Definizione di imprenditore agricolo professionale

Ai sensi del D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99 è imprenditore agricolo professionale il soggetto in possesso di conoscenze e competenze professionali che dedichi alle attività agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Le pensioni di ogni genere, gli assegni ad esse equiparati, le indennità e le somme percepite per l'espletamento di cariche pubbliche, ovvero in associazioni ed altri enti operanti nel settore agricolo, sono escluse dal computo del reddito globale da lavoro. Nel caso delle società di persone e cooperative, ivi incluse le cooperative di lavoro, l'attività svolta dai soci nella società, in presenza dei requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e reddito, è idonea a far acquisire ai medesimi la qualifica di imprenditore agricolo professionale e al riconoscimento dei requisiti per i soci lavoratori. Nel caso di società di capitali, l'attività svolta dagli amministratori nella società, in presenza dei predetti requisiti di conoscenze e competenze professionali, tempo lavoro e reddito, è idonea a far acquisire ai medesimi amministratori la qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per l'imprenditore che operi nelle zone svantaggiate di cui all'articolo 17 del citato regolamento (CE) n. 1257/1999, i requisiti di cui al presente comma sono ridotti al 25%.

Reddito agrario

Ai sensi dell’articolo 32 del DPR 917/1986 il reddito agrario è costituito dalla parte del reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capitale d'esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell'esercizio di attività agricole su di esso.
Sono considerate attività agricole:

  • le attività dirette alla coltivazione del terreno e alla silvicoltura;
  • l'allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno e le attività dirette alla produzione di vegetali tramite l'utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione stessa insiste;
  • le attività di cui al terzo comma dell'articolo 2135 del codice civile, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, ancorché non svolte sul terreno, di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali.

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