Finanziamenti e agevolazioni per imprese e start-up

Finanziamenti
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Ho un'idea innovativa in testa. Che faccio? Creo una start-up! Detto così, sembra incredibilmente facile. Per la verità non è niente di particolarmente complesso. Sicuramente sarà impegnativo, occorre trovare finanziamenti e agevolazioni, ma di certo non è impossibile. E infatti, in questi anni, sono tanti i giovani in possesso di un'idea valida che hanno deciso di investire su se stessi, fare impresa e lanciare il proprio progetto imprenditoriale. Si tratta di giovani che hanno dovuto scontrarsi con:

  • una burocrazia talvolta eccessivamente farraginosa;
  • una concorrenza che, soprattutto in tempo di crisi, diventa spietata e sleale;
  • le banche che, a dispetto di ciò che si dice in giro, tengono ancora esageratamente chiusi i rubinetti del credito e bloccati i finanziamenti;
  • le Istituzioni pubbliche che deliberano agevolazioni molto raramente.

E questo è sicuramente un freno per imprese e start-up. Diciamolo chiaramente: per avviare un'impresa occorrono capitali. Non sto qui a dire se ne servono pochi o tanti. Questo è un dettaglio. Potrebbero essere sufficienti anche poche decine di migliaia di euro. Ma se non si hanno diventa un problema. Perché in tal caso sono possibili solo due alternative:

  1. si abbandona l'idea
  2. oppure si va alla ricerca di finanziamenti e agevolazioni.

Ed è proprio di questo che vorrei parlarvi oggi: del fabbisogno finanziario per avviare start-up e imprese e delle diverse fonti di finanziamento in grado di coprire ogni necessità. In particolare vorrei affrontare il tema legato ai finanziamenti in genere, partendo dal capitale proprio fino ad arrivare ai finanziamenti ordinari sia a breve termine, come lo sconto di effetti o il factoring, sia a medio-lungo termine, come mutui e leasing finanziari. Vi spiegherò come ottenere finanziamenti e agevolazioni pubbliche e vi fornirò ogni utile riferimento.

Fabbisogno finanziario per imprese e start-up

Se state leggendo questo articolo è perché probabilmente avente in mente un'idea innovativa o un progetto imprenditoriale e volete metterlo in pratica. Oppure avete fra le mani un business plan dal quale risulta il fabbisogno finanziario necessario a realizzare la vostra idea. E adesso siete bloccati, perché quei finanziamenti proprio non li avete. Avete chiesto un contributo prima a mamma e papà, poi ai nonni. Siete perfino andati a bussare alla porta di una vecchia zia che non vedevate da qualche anno e che ha stentato a riconoscervi. Infine avete fatto un tentativo fra gli amici più stretti. Ma il risultato è stato scoraggiante. Siete riusciti a raccogliere fondi che non coprono nemmeno il 30% del fabbisogno finanziario. Lo so, capita a tutti di avere un'idea in mente ma non riuscire ad ottenere i capitali necessari a realizzarla. E' questo il momento di cominciare a lavorare seriamente per recuperare la somma.

Calcolare il fabbisogno finanziario dell'impresa

Prima di vedere come e a chi richiedere un finanziamento occorre sapere quanto richiedere. E' importante, quindi, concentrare i propri sforzi nella fase di progettazione. Lo strumento chiave di questa fase prende nome di business plan. Attraverso l'analisi dei dati emersi, l'imprenditore è in grado di individuare i costi che si dovranno sostenere per la gestione aziendale e prevedere i risultati che si possono generare.
La corretta elaborazione del business plan permetterà di ricavarne un piano di fattibilità dal quale risulti che l'impresa è economicamente e finanziariamente realizzabile, la quantificazione dell'investimento necessario ad avviare l'attività, l'entità dei finanziamenti che occorre chiedere.
In un altro articolo vi ho spiegato perché un buon business plan può determinare il successo di imprese e start-up, pertanto in questa occasione mi limiterò a ricordarvi che un piano di fattibilità economico-finanziaria elaborato in modo corretto e dettagliato è fondamentale per avere buone probabilità che la domanda di finanziamento venga accolta.

Capitale proprio

Dopo aver quantificato il fabbisogno finanziario necessario per l'avvio dell'impresa (fatevi aiutare da questi modelli di business plan) è possibile procedere a individuare le modalità di finanziamento. La più immediata forma di finanziamento è sicuramente il capitale proprio ossia le disponibilità finanziarie dell'imprenditore. Quanto capitale avete a vostra disposizione? Chiedete aiuto ai genitori, amici e parenti. Sì, anche a quella vecchia zia che non vedete da qualche anno e che stenta a riconoscervi! Male che vada potreste sempre dire di averci provato.
Investire nell'impresa una parte di capitale proprio assume un aspetto di fondamentale importanza poiché aumenta la credibilità nei confronti di eventuali finanziatori dell'iniziativa. Intatti, un progetto che non prevede l'impiego di capitale di rischio potrebbe essere visto con diffidenza da parte di banche e istituti di credito che si troverebbero a finanziare il 100% del fabbisogno.
Inoltre investire nell'impresa il capitale proprio presenta un duplice vantaggio: il capitale è investito a tempo indeterminato e su di esso non maturano interessi passivi.

Finanziamenti da parte di terzi

In qualche caso le risorse finanziarie di cui si può disporre non sono sufficienti a coprire l'ammontare del fabbisogno finanziario. E' adesso che ci si deve rivolgere a banche, società finanziarie o società di venture capital disposte a investire nel progetto concedendo finanziamenti, anche in cambio di una partecipazione agli utili dell'impresa.
Il ricorso a capitali di terzi non è limitato soltanto all'avvio dell'attività imprenditoriale ma è una prassi che ricorre anche nella normale gestione dell'impresa.
La concessione di un finanziamento da parte di terzi prevede, fra l'altro, la fornitura dell'imprenditore di garanzie personali e reali. L'imprenditore deve, quindi, impegnarsi a rispondere, in caso di necessità, alle obbligazioni assunte dall'impresa oppure a offrire beni mobili o immobili in garanzia. Purtroppo questa prassi rappresenta un limite all'erogazione dei finanziamenti poiché i soggetti che non sono in grado di offrire garanzie personali o pegni e ipoteche incontreranno maggiori difficoltà ad ottenere il finanziamento.
Sul finanziamento erogato gravano gli interessi passivi che rappresentano il costo che l'imprenditore è costretto a pagare per avere il finanziamento. Gli interessi passivi incidono notevolmente sulla gestione ordinaria dell'attività, per questo motivo è importante limitare il più possibile il ricorso al capitale di terzi.

Finanziamenti a breve termine

I finanziamenti da parte di terzi, oltre all'applicazione degli interessi passivi di cui già ho accennato, prevedono anche un termine di rimborso, più o meno lungo. Quelli a breve termine sono i finanziamenti maggiormente utilizzati dalle imprese per la gestione corrente dell'impresa anche se presentano lo svantaggio di essere particolarmente onerosi. Per questo è interesse dell'imprenditore estinguere il debito nel minor tempo possibile.
Le principali forme di finanziamento a breve termine usate dalle imprese sono le seguenti:

  • scoperto di conto corrente: le banche permettono all'impresa di eseguire ordini di pagamento superiori alla somma depositata sul conto e, comunque, entro un determinato massimale;
  • sconto di fatture: è un contratto mediante il quale la banca anticipa al cliente il valore di un credito non ancora scaduto, previa deduzione di una percentuale, ma senza accollarsi i rischi. La clausola salvo buon fine, infatti, permette alla banca di addebitare all'impresa eventuali mancati incassi;
  • factoring: la banca acquista il credito dell'impresa e i relativi rischi anticipando il valore al netto di una percentuale che rappresenta il costo dell'operazione.

Finanziamenti a medio-lungo termine

I finanziamenti a medio-lungo termine contribuiscono a dare stabilità all'impresa e diminuiscono il rischio finanziario. Vengono solitamente richiesti al momento dell'avvio dell'attività o quando l'impresa deve effettuare nuovi investimenti.
Le forme più ricorrenti di finanziamenti a medio-lungo termine sono le seguenti:

  • mutuo: è un finanziamento pluriennale. La somma viene anticipata al cliente in soluzione unica e deve essere restituita secondo un piano di ammortamento a rate costanti o crescenti di durata solitamente non superiore a 30 anni. La periodicità delle rate può essere mensile o semestrale. Il tasso di interesse può essere fisso o variabile;
  • leasing finanziario: è un contratto mediante il quale l'impresa assume in locazione da una società di leasing un determinato bene in cambio del pagamento di un canone periodico. Alla scadenza prestabilita l'azienda può scegliere se restituire il bene oppure acquistarlo pagando il cosiddetto prezzo di riscatto. Attenzione, quindi, alla sottoscrizione del contratto di leasing: occorre leggere attentamente tutti i punti poiché possono essere presenti clausole illecite o anomalie. In caso di dubbi, meglio farsi seguire da esperti. Ci sono diverse società, come Antares Como, che offrono analisi gratuite e senza impegno del contratto di leasing e aiutano i clienti ad individuare clausole illecite e anomalie.

Finanziamenti pubblici

I finanziamenti pubblici possono rappresentare una interessante forma per ottenere agevolazioni e finanziamenti. L'Unione Europea, lo Stato o le Regioni, infatti, prevedono agevolazioni finalizzate a incentivare la realizzazione di nuove attività ed erogano finanziamenti che prevedono una minima applicazione di interessi.
Tra i finanziamenti pubblici occorre dare evidenza ai seguenti:

  • Contributi a fondo perduto: vengono erogati a fronte di investimenti materiali e immateriali ovvero a fronte di spese di gestione. Sono erogati ai destinatari a fondo perduto e, pertanto, non devono essere restituiti. Di particolare importanza sono le agevolazioni e investimenti destinati alle imprese agricole. Fra queste si ricordano:
    1. contributi per l'insediamento dei giovani in agricoltura;
    2. finanziamenti a fondo perduto per imprese agricole;
    3. agevolazioni per le imprese della pesca e dell'acquacoltura;
  • Finanziamenti a tasso agevolato: vengono solitamente erogati dalla Pubblica Amministrazione a tasso zero o con un tasso più basso rispetto a quello di riferimento. Il finanziamento può coprire il 100% della spesa e prevede un piano di rimborso pluriennale, con rate posticipate;
  • Interventi in conto garanzia: gli enti pubblici forniscono una garanzia gratuita su un finanziamento bancario erogato per l'avvio di un'impresa;
  • Crediti d'imposta: sono bonus fiscali che spettano agli imprenditori che effettuano determinate tipologie di spesa oggetto di agevolazione da parte dell'ente pubblico. Il credito d'imposta permette di abbattere le imposte che l'impresa deve versare allo Stato. Degno di nota (anche se non rientra fra i crediti d'imposta) è il super ammortamento un'agevolazione introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi.

Link utili

Prima di concludere ritengo sia utile suggerirvi alcuni link:
Finanziamenti dell'Unione Europea;
Finanziamenti Invitalia per lavorare in proprio.

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Commenti

Da segnalare l'iniziativa Riparti da te, una campagna di informazione sul microcredito e sull’auto-impresa al femminile realizzata dall’Ente nazionale per il microcredito e promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Io invece segnalo il nuovo bando per accedere ai finanziamenti Smart&Start di Invitalia. Le domande a partire dal 16 febbraio.

Ottimo articolo, peccato non parli di crowdfunding.

Io non sono laureato ma credo di avere una buona idea in mente. Mi chiedevo se per avviare una impresa di successo sia necessaria una laurea.

Io invece suggerisco il fondo Cosme che ha una dotazione di budget di 2,3 miliardi tra il 2014 e il 2020

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