Le accise gravano, fra l’altro, anche sulla produzione della birra. Chi vuole avviare un microbirrificio, pertanto, deve fare molta attenzione a rispettare le regole. Ma sono previste anche interessanti agevolazioni. Se vuoi conoscere la normativa delle accise sulla birra ed avere indicazioni su come ottenere le agevolazioni per la produzione, continua a leggere questo articolo. Troverai certamente interessanti spunti di riflessione.
In che modo le accise gravano sulla produzione della birra
Quando si parla di accise, il primo pensiero va sicuramente al carburante per l’auto. Forse perché è il prodotto particolarmente “preferito” dal legislatore che vuole fare cassa in tempi rapidi (in quanto il carburante è un bene la cui domanda non è strettamente legata al prezzo). La verità è che le accise gravano su molti altri prodotti di larghissimo consumo come ad esempio i tabacchi, i prodotti energetici e gli alcolici, con particolare riferimento alla birra.
Comprendere la disciplina delle accise richiede un po’ di impegno. Innanzitutto è bene sapere che stiamo parlando di imposte “armonizzate” e, in quanto tali, regolate da norme unionali e nazionali. Per farla breve: la struttura delle accise e gli importi minimi sono stabiliti a livello europeo ma è il legislatore nazionale che può decidere di innalzarne la misura.
Prendiamo, ad esempio, il periodo COVID: per garantire la copertura finanziaria legata agli eventi emergenziali, è stata innalzata l’accisa sui carburanti. Questa operazione ha certamente prodotto effetti immediati nei confronti dell’erario. Poi, negli anni successivi, per frenare i colpi causati dai rincari energetici dovuti alla guerra Russo-Ucraina, sono state ridotte con lo scopo di aiutare famiglie e imprese. Anche più recentemente, dopo l’attacco congiunto di Israele e USA a danno dell’Iran, il legislatore è intervenuto per ridurre gli effetti dell’impennata del prezzo del petrolio.
Le accise, come già accennato, gravano anche sulle bevande alcoliche. Questo vuol dire che tutte le volte che decidiamo di rilassarci con una birra ghiacciata, stiamo inconsapevolmente brindando alla salute del fisco. A livello nazionale, la disciplina delle accise è contenuta nel Testo Unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. L’obbligazione tributaria sorge nel momento della fabbricazione della birra ma diventa esigibile solamente al momento dell’immissione in consumo.
Pertanto è soggetto all’imposta il produttore della birra ovvero il titolare del deposito fiscale dal quale avviene l’immissione in consumo della bevanda. Il deposito fiscale è autorizzato dall’amministrazione finanziaria ed è subordinato al rilascio di una licenza.
A quanto ammontano le accise sulla birra e quali sono le agevolazioni per i produttori
La birra deve essere accertata per quantità e la liquidazione dell’imposta avviene applicando alla quantità di birra prodotta l’aliquota d’imposta vigente alla data di immissione in consumo. La legge di bilancio per il 2026 ha ridotto l’aliquota sulla birra per gli anni 2026 e 2027 da 2,99 euro a 2,98 euro per ettolitro e per grado-Plato. In assenza di ulteriori provvedimenti, dal 2028 l'aliquota tornerà a 2,99 euro per ettolitro e per grado Plato.
La legge di bilancio 2025, inoltre, ha stabilizzato le misure di favore per la produzione della birra. Infatti, sono previste procedure semplificate di accertamento sulla birra prodotta presso birrifici artigianali di minore dimensione, ossia quelli con produzione annua non superiore a 10.000 ettolitri (c.d. microbirrifici). Su tale birra, inoltre, si applica, a decorrere dal 2025, l'accisa decurtata del 50%. Previste, infine, le seguenti riduzioni di accisa:
- 30% per i birrifici con produzione annua superiore ai 10.000 ettolitri e fino ai 30.000 ettolitri;
- 20% per i birrifici con produzione annua superiore ai 30.000 ettolitri e fino ai 60.000 ettolitri.
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